Elantris


Sottogenere:

Autore: Brandon Sanderson

Editore: Fanucci

Disponibile su Amazon

«[…] Colpiva a caso, solitamente di notte, durante le ore misteriose in cui la vita rallentava nel riposo. Lo Shaod poteva prendere mendicanti, artigiani, nobili o guerrieri. Quando giungeva, la vita di quella persona fortunata terminava e iniziava da capo: costui avrebbe messo da parte la sua vecchia esistenza ordinaria e si sarebbe trasferito a Elantris. Elantris, dove avrebbe potuto vivere felice, governare con saggezza ed essere adorato per l’eternità.
Dieci anni fa l’eternità è terminata.»

Elantris di Brandon Sanderson

Elantris di Brandon Sanderson: un’opera ispirata e originale che ha rivelato Sanderson come una delle maggiori promesse della letteratura fantasy contemporanea.

Elantris, la città degli dèi. Abitata da creature di una bellezza splendente, è un luogo di fulgore e magia. Un luogo di felicità eterna. Ma all’improvviso quell’eternità ha fine. Elantris diventa un luogo di tetra disperazione: i suoi abitanti, colpiti da un’orrenda maledizione, diventano misere creature i cui corpi hanno dimenticato di essere morti e la città diventa la loro tomba. E quella maledizione può colpire chiunque: anche Raoden, il principe ereditario del regno di Arelon. All’insaputa di tutti, il giovane viene rinchiuso tra le mura di Elantris, dove sarà costretto a fare i conti con una civiltà imbarbarita. Agli occhi del mondo lui è morto, anche per Sarene, la principessa che si preparava a diventare sua sposa, sperando, dopo una lunga corrispondenza, di trovare l’amore oltre le ragioni di Stato. Dovrà affrontare da sola gli intrighi di corte di Arelon e una nuova minaccia rappresentata da Hrathen, un alto sacerdote giunto dal regno ostile di Fjorden: è venuto per redimere Arelon o per distruggerla? Né Sarene né Hrathen sanno la verità su Raoden, ma forse sarà proprio lui a svelare il segreto dietro la maledizione di Elantris e a dare un nuovo futuro al suo regno.

La recensione

Ormai siamo abituati al fantasy blockbuster. Elantris invece è un piccolo grande gioiello di narrativa fantasy fuori dal coro.
Scritto in modo magistrale, sorretto da un’idea e da una tematica molto originali e popolato di personaggi indimenticabili tratteggiati in modo realistico e umanissimo, Elantris è un libro intellettualmente ed emotivamente appagante.
Uno di quei libri che si ricordano con affetto e rispetto.
In questo libro, la sottile linea che divide il bene ed il male viene scavalcata più volte, e più volte ci si ritorna, a quella linea, trovando il posto di ciascuno in essa.
Elantris narra di pregiudizi, di paure, di estremi tentativi di preservare le proprie convinzioni e i propri valori, sia dal lato della barricata dei malvagi che dall’altro (ma chi può dire quale sia l’uno e quale l’altro?). Parla di un sistema politico plutocratico (una sorta di declinazione medioevale del capitalismo portato all’estremo)non così lontano dalle possibilità reali che possa verificarsi anche da qualche parte o in qualche luogo del nostro mondo; parla di possibilità e necessità; di umanissimo amore e di umanissimo odio; di uomini e dèi caduti; di un ecosistema in cui tutto è legato e nel quale nulla può reggersi se non sorretto a sua volta.

Consigliato:
– Agli amanti del fantasy stufi del solito tran-tran.
– Ai raminghi amanti del fantasy alla ricerca di qualcosa di originale e di spessore.
– A chiunque, perché sebbene sia un fantasy, è talmente “umano”, “reale”, e accessibile da poter tranquillamente rientrare nella narrativa “al di là del genere”.

 
 

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