Sono il fratello di XX


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Autore: Fleur Jaeggy

Editore: Adelphi

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«Si diceva che ero un po’ autistico, ma non era vero. Preferivo non parlare. Mia sorella, del resto, preferiva osservare. Quindi, finché ho taciuto, lei non ha potuto dire nulla di me. Che poteva dire di un fratello che tace, non dà fastidio, si rende quasi invisibile? Perché il mio scopo era quello di rendermi invisibile alla famiglia. La famiglia che consisteva in una sorella spiona, una madre grande giocatrice d’azzardo, un padre sensibile e distratto. Tra l’altro vorrei dire subito che le persone sensibili sono distratte. A loro non importa assolutamente niente degli altri. Le persone sensibili, o tanto sensibili da essere dichiarate sensibili, come se fosse una gran qualità, sono insensibili ai dolori degli altri. Ma del dolore non voglio parlare ora. Voglio soltanto accennare a mia sorella, spia, e a me.

Sono il fratello di XX di Fleur Jaeggy

Sono il fratello di XX di Fleur Jaeggy: la raccolta di raffinati racconti crudeli, malinconici ed inquieti vincitrice del premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

In uno di questi racconti si parla di una «calma violenta» – e subito si riconosce il timbro e il passo di una scrittrice per cui l’ossimoro è come l’aria che respira e un segno di riconoscimento, fin dal suo romanzo più famoso, “I beati anni del castigo”. Di cui Iosif Brodskij scrisse che si incideva indelebilmente nella memoria. Non diverso l’effetto di queste storie, talvolta di una brevità lancinante, talvolta dense come un romanzo. Mescolando all’estro fantastico frammenti di ricordi e apparizioni, amalgamati in uno stile dove domina quello che gli etologi chiamano Übersprung, «diversione»: quello scarto laterale, fuori contesto, che è un segreto ancora insondato del comportamento. E, come si mostra qui, della letteratura.

Il libro Sono il fratello di XX di Fleur Jaeggy è vincitore nel 2014 del Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Link al sito ufficiale del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tommasi di Lampedusa

 
 

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