Il piantagrane


Sottogenere:

Autore: Marco Presta

Editore: Einaudi

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«Nella vita, per fortuna, ogni tanto le cose vanno come dovrebbero andare se la giustizia fosse l’amministratore delegato della realtà.
Franco superò il concorso, ma tutto quell’impegno sarebbe stato inutile se la sua passione, il suo trasporto, la fede che nutriva nel rispetto delle regole fossero stati confinati a una piccola, insignificante cittadina di provincia. Cosí pregò l’Altissimo di aiutarlo e pensò di rivolgersi a un suo concessionario, lo zio arcivescovo d’Orvieto, monsignor Nicola Cardazio, le cui parole sempre ponderate erano tenute in gran considerazione da tutti, anche dal guardasigilli.
Il prelato intuí immediatamente che quel giovane non era stato creato suo nipote a caso e alzò la cornetta del telefono.
«Il cuore degli uomini è piú grande di quanto si pensi»: questa vecchia, radicata convinzione del religioso trovò l’ennesima conferma quando apprese che gli amici avevano trovato per il suo protetto una collocazione assai opportuna nella procura di una grande città del Nord.»

Il piantagrane di Marco Presta

Il piantagrane di Marco Presta: L’originale, surreale, dissacrante e disilluso romanzo di una delle voci mattutine de “il ruggito del coniglio”.

Tutta colpa di un vivaista con la scoliosi. Giovanni è un uomo mite, buono, pago della piccola vita che ha: curare le piante, guardare la televisione la sera, trovare il coraggio di chiedere a Nina di uscire. Ma un giorno, avvicinandosi al bancone di un bar, scopre di avere un potere gigantesco. Un potere che può cambiare il mondo. *** «Gli italiani non sono portati per la rivoluzione. Bravissimi nel tiro al piattello e irraggiungibili nell’arte culinaria, la rivoluzione non rientra però nell’elenco delle loro specialità. In centinaia d’anni, mentre francesi, americani e russi si ribellavano all’andamento della propria Storia, gli italiani sceglievano strade alternative quali la diplomazia, l’iniziativa individuale, l’attesa della dipartita naturale del nemico, il superenalotto. Il piantagrane si svolge in un Paese che somiglia molto all’Italia dei giorni nostri. Narra la vicenda di un individuo qualunque che, suo malgrado, si trova a innescare un grande, strabiliante, radicale cambiamento. A causa della sua semplice presenza, tutti cominciano ad agire secondo logica e buonsenso. Addirittura secondo coscienza. Si tratta di un pericolo enorme, che nessuna società occidentale può permettersi di affrontare: il pover’uomo, quindi, diventerà ben presto oggetto di una feroce caccia da parte dei servizi segreti. Qualcuno cercherà di aiutarlo, inviandogli l’angelo custode più grottesco e maldisposto che si possa immaginare: un omino forzutissimo, che frulla parole storpiate dall’ignoranza e da un’oscura sapienza. E così il destino del pianeta e la possibilità stessa di una rivoluzione saranno nelle piccole mani di una coppia stralunata».

Video dell’intervista su “Il piantagrane di Marco Presta”

 
 

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