I ROMANZI DISTOPICI 2 • I LIBRI DISTOPICI DAL 1960 AL 2018


Sottogenere:

Questa è la seconda parte di una rassegna nella quale verranno proposti libri distopici più o meno conosciuti pubblicati in italiano ed attualmente disponibili. Come molti sanno, ed altri meno, con il termine distopia, s’intende un’utopia negativa o un’anti-utopia, ciò significa che se l’utopia è un’immaginaria società o comunità di individui nella quale tutto è perfetto e le condizioni di vita dei suoi componenti sono le migliori che si possano desiderare, la disopia è il suo esatto opposto: una società ipotetica in cui le condizioni di vita della maggior parte dei suoi membri sono le peggiori che si possa pensare. Queste caratteristiche rendono la distopia il teatro perfetto dove ambientare storie che si pongono più o meno apertamente in critica verso tendenze e derive sociali che, in misura ovviamente minore, si percepiscono anche nella nostra società.

La condizione ipotetica necessaria allo sviluppo di una distopia pone le storie che trattano questa tematica all’interno del genere fantastico catalogandole come sottogenere della fantascienza in quanto molto spesso vengono rappresentate nel futuro; i libri distopici infatti possono denunciare il pericolo derivante dal tentativo di controllare le popolazioni mediante apparecchiature tecnologiche oppure manipolazioni genetiche, tuttavia non si fermano a questo, comprendendo nella fantascienza anche le scienze sociali, il controllo sulla popolazione di tali strutture sociali può realizzarsi anche in forme diverse e meno tecnologiche ovvero negando alcune delle libertà fondamentali dei paesi democratici o addirittura esasperando l’accesso a quelle libertà.

Il confine tra utopia e disopia è labile, e spesso la disopia rappresenta il tentativo di realizzare un’utopia mostrandone la sostanziale impossibilità di realizzazione pratica, riassunta nella frase di Paul Claudel: “Chi cerca di realizzare il paradiso in terra, sta in effetti preparando per gli altri un molto rispettabile inferno.”, in questo senso si può dire che la disopia rappresenta l’altra faccia dell’utopia.

Raccolta di romanzi distopici Fritz Lang Metropolis

Ciò che contraddistingue i libri distopici quindi è di essere ambientati in un mondo, un luogo o in un epoca in cui esiste una società o una comunità di individui in cui l’autorità, con il pretesto di preservare determinati valori (morali, religiosi, politici, ecc…), controlla e sorveglia i propri cittadini con metodi repressivi. Potrà quindi essere presente un sistema gerarchico di classi sociali o caste nettamente distinte e separate, un rigido sistema di tabù e proibizioni, una propaganda e dei sistemi educativi volti all’imposizione di un pensiero ed uno stile di vita unico e al relativo abbandono dell’individualità e della libertà d’espressione in favore del conformismo dominante, la repressione di ogni dissenso e di ogni forma di anticonformismo con mezzi più o meno violenti.

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Questo specifico articolo è il primo di 5 articoli che cercheranno di dare una visione il più ampia possibile di questo sottogenere. Gli articoli di questo percorso di lettura saranno:

  1. ROMANZI DISTOPICI 1 • GLI ALBORI DEL GENERE DISTOPICO DAL 1907 AL 1960
  2. ROMANZI DISTOPICI 2 • I LIBRI DISTOPICI DAL 1960 AL 2018
  3. ROMANZI DISTOPICI 3 • DISTOPIE POST-APOCALITTICHE
  4. ROMANZI DISTOPICI 4 • UCRONIE DISTOPICHE
  5. ROMANZI DISTOPICI 5 • DISTOPIE YOUNG ADULT E PER RAGAZZI

I titoli delle opere sono ordinati in ordine cronologico.

IL GENERE DISTOPICO

– ROMANZI DAL 1960 AL 2018 –

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ARANCIA MECCANICA (Clockwork Orange, 1962) di Anthony Burgess

Il primo libro di questa seconda parte della rassegna di libri distopici deve molta della sua notorietà al film di Stanley Kubrick, si tratta di Arancia Meccanica di Anthony Burgess.

Raccolta di romanzi distopici Arancia Meccanica romanzo distopico di Anthony Burgess

Alex è un eroe dei nostri tempi: un teppista sempre pronto a tirar fuori il coltello, capo di una banda di duri che ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, ripete il gioco della violenza: rapine, stupri, scassi, assalti ai negozi, scontri con altre bande. Finché Alex, che si interessa solo a Beethoven, viene tradito dai suoi amici durante una delle tante sue imprese. Le terapie di rieducazione, non meno violente, lo ridurranno a un’arancia meccanica, in balia delle sue antiche vittime, in una girandola di situazioni grottesche e paradossali.

 

 

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VIAGGIO A SOROR (La Planète des singes, 1963) di Pierre Boulle

Il secondo libro di questa seconda parte della rassegna di libri distopici è un altro libro da cui è stato tratto un film di fantascienza molto famoso; il libro in questione, scritto da Pierre Boulle, è stato pubblicato in italiano con il titolo “Viaggio a Soror” mentre il film è “il pianeta delle scimmie“.

Una coppia, mentre veleggia nello spazio interplanetario, ripesca, fluttuante nello spazio, la bottiglia che contiene un manoscritto, datato tre secoli prima, di un certo Ulisse Mérou, giornalista e cosmonauta dilettante. Questa è la sintesi del suo racconto: Ulisse era sbarcato a Soror, un pianeta del sistema di Bételegeuse dove gli uomini, dimentichi del linguaggio e della civiltà, vivevano ridotti in schiavitù dalla razza dominante, quella delle scimmie, che li consideravano e studiavano come delle bestie. Ulisse, racchiuso nelle gabbie del laboratorio di ricerca, era riuscito a farsi riconoscere come homo sapiens. Le scimmie però si erano insospettite: se gli esseri umani discendevano da una razza che un tempo aveva dominato le scimmie, non vi era in essi, allo stato latente, un pericolo mortale per la loro razza che l’evoluzione aveva condotto a dominare? Occorrerà eliminarli? Ulisse era riuscito a fuggire e a raggiungere la Terra. Ma durante le sue peregrinazioni erano trascorsi circa 1000 anni del tempo terrestre: il capitano dell’aeroporto che lo aveva accolto era un gorilla

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I REIETTI DELL’ALTRO PIANETA (The Dispossessed, 1974) di Ursula K. Le Guin.

In seconda posizione nella nostra seconda parte della rassegna di libri distopici troviamo una grande scrittrice di fantascienza, Ursula K. Le Guin con il suo I reietti dell’altro pianeta.

Raccolta di romanzi distopici I reietti dell'altro pianeta romanzo distopico di Ursula K. Le Guin

“C’era un muro… Come ogni altro muro, anch’esso era ambiguo, bifronte. Quel che stava al suo interno e quel che stava al suo esterno dipendevano dal lato da cui lo si osservava.” Sui dei fronti del muro, due pianeti gemelli, Urras e Anarres, illuminati da uno stesso sole ma divisi da una barriera ideologica antica di secoli. Urras è fittamente popolato, tecnologicamente avanzato, ricco, florido, retto da un’economia liberista. Da qui sono partiti nella notte dei tempi i seguaci di Odo che hanno colonizzato l’arido Anarres, fondandovi una comunità anarchico-collettivista che non conosce concetti come proprietà, governo, autorità. In questa società apparentemente perfetta nasce Shevek, genio della fisica alle prese con un’innovativa teoria del tempo, un vero “cittadino del cosmo” che dedicherà la vita ad abbattere il muro che separa da sempre i pianeti gemelli. Un’ambigua utopia, come recita il sottotitolo originale del romanzo, “I reietti dell’altro pianeta” è una narrazione che, fingendo di parlare del futuro, racconta il mondo di oggi.

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LA LUNGA MARCIA (The Long Walk, 1979) di Richard Bachman (pseudonimo di Stephen King).

Ed ecco il re del brivido cimentarsi nel genere distopico (e non sarà l’unico caso), con La lunga marcia di Richard Bachman.

Raccolta di romanzi distopici La lunga marcia romanzo distopico di Richard Bachman Stephen King

Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore.., e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada.

Stephen King pubblicò questo romanzo, e altri quattro titoli, con lo pseudonimo di Richard Bachman.

 

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SOLO IL MIMO CANTA AL LIMITARE DEL BOSCO (Mockingbird, 1980) di Walter Stone Tevis.

Ed è il turno di un grande titolo per la narrativa distopica e più in generale della letteratura, stiamo parlando di Solo il mimo canta al limitare del bosco di Walter Stone Tevis.

Raccolta di libri distopici Quando Solo il mimo canta al limitare del bosco romanzo distopico di Walter Tevis

Siamo nel 2467 e da diverse generazioni sono i robot a prendere ogni decisione, mentre un individualismo esasperato regola la vita dell’uomo: la famiglia è abolita, la coabitazione vietata e ogni persona assume quotidianamente un mix di psicofarmaci e antidepressivi. I suicidi sono in aumento, non nascono più bambini e la popolazione mondiale sta avviandosi all’estinzione. Simbolo e guardiano dello status quo è Spofforth, androide di ultima generazione che agogna un suicidio che gli è però impedito dalla sua programmazione. A lui si contrapporranno Paul Bentley, un professore universitario che, riscoperta casualmente la lettura dimenticata da tempo, grazie ai libri apprende l’esistenza di un passato e la possibilità di un cambiamento, e Mary Lou, che sin da piccola ha rifiutato di assumere droghe pur di tenere gli occhi aperti sulla realtà.Tevis si muove dall’incrocio di queste tre vite creando una distopia postmoderna sulle inquietudini dell’uomo, dove la tecnologia senza controllo si trasforma da risorsa in pericolo.

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LANARK. Una vita in quattro libri (Lanark, 1981) di Alasdair Gray

Non poteva mancare in questa raccolta di libri distopici il capolavoro di Alasdair Gray: Lanark.

Raccolta di libri distopici Lanark romanzo distopico di Alasdair Gray

«Nella terribile devastazione dello scenario di Unthank che ci offre Alasdair Gray, bocche giganti calano dal cielo per divorare il protagonista, Lanark, e un vento freddo si alza “insieme all’odore salato di alghe putrescenti, e poi uno caldo di carne arrostita”. Lanark ne viene inghiottito, e lo stesso accade al lettore».

Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, Unthank e Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del passato e del futuro. Lungo le loro strade tortuose verranno dipanati gli intricati fili che uniscono le vite di Lanark e di Duncan Thaw i quali, nell’attraversare un vasto e labirintico universo simbolico, ci conducono nei sentieri battuti dell’uomo contemporaneo, tanto pericolosi quanto seducenti, tanto impensabili quanto reali. Pubblicato per la prima volta in lingua inglese nel 1981, Lanark ha immediatamente collocato Gray nell’empireo dei più importanti autori britannici ed è stato comparato, tra gli altri, a Dante, Blake, Joyce, Orwell, Kafka, Huxley e Lewis Carroll.

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L’UOMO IN FUGA (The Running Man, 1982) di Richard Bachman (pseudonimo di Stephen King).

Poco dopo la sua prima distopia, ecco di nuovo Stephen King tornare al romanzo distopico con L’uomo in fuga di Richard Bachman.

Raccolta di romanzi distopici L'uomo in fuga romanzo distopico di Richard

Ben Richards decide di partecipare alle selezioni per “L’Uomo in fuga”, un sadico e famosissimo show televisivo in cui il protagonista, braccato dai cacciatori della Rete e da chiunque lo riconosca, guadagna cento dollari per ogni ora di sopravvivenza e, se è fortunato ed è ancora vivo allo scadere dei trenta giorni concessigli, un miliardo di dollari. Ben, che vuole quei soldi per curare la figlia malata, supera le selezioni…

Stephen King pubblicò questo romanzo, e altri quattro titoli, con lo pseudonimo di Richard Bachman.

 

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BATTLE ROYALE (Batoru Rowaiaru, 1999) di Koushun Takami

Ad aggiudicarsi un posto nella nostra rassegna di libri distopici vediamo poi il libro più venduto di tutti i tempi in Giappone: Battle Royale di Koushun Takami.

Raccolta di romanzi distopici Battle Royale romanzo distopico di di Koushun Takami

Repubblica della Grande Asia dell’Est, 1997. Ogni anno una classe di quindicenni viene scelta per partecipare al Programma; e questa volta è toccato alla terza B della Scuola media Shiroiwa. Convinti di recarsi in una gita d’istruzione, i quarantadue ragazzi salgono su un pullman, dove vengono narcotizzati. Quando si risvegliano, lo scenario è molto diverso: intrappolati su un’isola deserta, controllati tramite collari radio, i ragazzi vengono costretti a partecipare a un “gioco” il cui scopo è uccidersi a vicenda. Finché non ne rimanga uno solo… Edito nel 1999, “Battle Royale” è un bestseller assoluto in Giappone, il libro più venduto di tutti i tempi; diventato fenomeno di culto, ha ispirato celebri film, manga sceneggiati dallo stesso Takami e videogiochi. Scritto con uno stile insieme freddo e violento, “Battle Royale” è un classico del pulp, un libro controverso e ricco di implicazioni, nel quale molti hanno visto una potente metafora di cosa significhi essere giovani in un mondo dominato dal più feroce darwinismo sociale.

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SURVIVOR (Survivor, 1999) di Chuck Palahniuk

Con una trama originalissima ecco che nella nostra rassegna di libri distopici entrano in scena le sette con Survivor di Chuck Palahniuk.

Raccolta di romanzi distopici Survivor romanzo distopico di di Chuck Palahniuk

Tender Branson, ultimo membro sopravvissuto di una setta, narra la storia della sua vita alla scatola nera di un aereo che sta precipitando al largo dell’Australia. In un crescendo delirante Tender racconta di quando viveva nella comunità della setta ignaro dell’esistenza di un mondo evoluto, e descrive i suoi lavori di maggiordomo, di suggeritore di galateo per “nouveaux riches” in difficoltà, di istigatore telefonico al suicidio. Le sue vicende raggiungono l’apice quando rimane l’unico superstite al suicidio di massa dei membri della setta e grazie alla cinica assistenza di un agente dello spettacolo. Ma le cose si mettono male quando emergono le prove che i suicidi della setta sono in realtà degli omicidi.

 

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NO (No, 2001) di Diego Cugia

E finalmente nella nostra rassegna di libri distopici entra un italiano, è il turno di No, di Diego Cugia.

Raccolta di romanzi distopici No romanzo distopico di Diego Cugia

Il 21 marzo 2001 una giovane professoressa ribelle abbandona l’Italia per rifugiarsi in una sperduta isoletta greca. Sedici anni dopo una troupe della Grande Rete Interattiva irrompe nella casa del faro di Antikythera. Il “Principe” presentatore avvelena a morte la donna con un biscotto allucinogeno, per trasmettere in diretta sugli schermi le ultime visioni della vittima protagonista dello show. Siamo a “Cookies”, il devastante programma Internet. Quaranta milioni di abbonati si collegano alla memoria cinematografica di Speranza Adamoli, che proietta le metamorfosi dell’italia di oggi, un’Italia di rifatti a cui lei ha detto “No”.

 

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SELEZIONE NATURALE (Maul, 2003) di Tricia Sullivan

Ed ecco riaffermarsi una scrittrice di fantascienza nella nostra rassegna di libri distopici, è il turno di  Selezione naturale di Tricia Sullivan.

Raccolta di romanzi distopici Selezione naturale romanzo distopico di Tricia Sullivan

Un sabato qualunque nel New Jersey: Sun deve incontrarsi al Mall con una gang di coetanee per risolvere un problema di ragazzi. Armata e alla moda, scoprirà che il confine tra shopping e violenza è molto sottile. In un altro luogo, un uomo solitario combatte una guerra disperata contro un nuovo virus e gli scienziati che lo hanno sviluppato. Meniscus è una cavia in un mondo in cui la metà maschile della popolazione è stata spazzata via da un’epidemia che ha risparmiato il genere femminile. I pochi uomini sopravvissuti vengono cresciuti, protetti e contesi in base al loro valore riproduttivo, ma Meniscus sta per cambiare le cose. E non sarà il solo. Cos’hanno in comune le ragazze che mettono a ferro e fuoco un centro commerciale e un uomo ricoperto di macchie blu in un laboratorio di ricerca del prossimo futuro? Tricia Sullivan gioca con i luoghi comuni, pone i rapporti tra uonimi e donne al centro di una narrazione spericolata, infarcita di riferimenti pop, violenza e politica, e costruisce una storia in cui sesso e distruzione vanno di pari passo con satira e riflessione.

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NON LASCIARMI (Never Let Me Go, 2005) di Kazuo Ishiguro

Del premio Nobel per la letteratura 2017 Kazuo Ishiguro, vediamo entrare nella nostra selezione di libri distopici Non lasciarmi.

Raccolta di romanzi distopici Non lasciarmi romanzo distopico di Kazuo Ishiguro

Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un’autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall’intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole “donatore” e “assistente”? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d’amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un’utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore come lenti d’ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

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LA GIORNATA DI UN OPRIČNIK (День опричника, Den’ oprichnika, 2006) di Vladimir Sorokin.

A questo punto della nostra rassegna di libri distopici Vladimir Sorokin ci offre la sua riflessione provocatoria sulle possibili derive di una Russia ipernazionalista con il suo brutale La giornata di un opričnik.

Raccolta di libri distopici La giornata di un opričnik romanzo distopico di Vladimir Sorokin

Russia, 2027. La monarchia è stata restaurata. Una rivoluzione neozarista ha costruito un nuovo Stato repressivo. La fustigazione è tornata, e il Cremlino è stato ridipinto del suo colore bianco originale. Il sublime auto-isolamento nazionale è stato riscoperto: un “Grande Muro” si estende dall’Europa attraverso il Caucaso fino ai confini della Cina a proteggere la Russia. Protagonista del romanzo è Andrej Komjaga che lavora come opricnik, membro della polizia segreta e braccio dello zar, sul modello dei peggiori eccessi di Ivan il Terribile. Quasi privo di personalità per la sua esasperata lealtà verso la Russia, lo zar e gli altri opricniki, è una delle guardie più temute del paese. Komjaga accompagna il lettore nella follia di una sua tipica giornata di lavoro, fatta di esecuzioni brutali e riti orgiastici, incontra la prima ballerina, una chiaroveggente e la zarina. Egli stupra e saccheggia, ma si commuove fino alle lacrime ascoltando le canzoni della sua terra.

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LE FIGLIE DEL NORD (The Carhullan Army, 2007) di Sarah Hall

A questo punto della nostra rassegna di libri distopici Sarah Hall ci regala una riflessione provocatoria sul ruolo della donna con il suo Le figlie del nord.

Raccolta di romanzi distopici Le figlie del nord romanzo distopico di Sarah Hall

L’Inghilterra versa in uno stato di crisi ambientale irreversibile che l’ha condotta al collasso economico. La popolazione è stata censita e tutti i cittadini sono stati ammassati nei centri urbani. La riproduzione è affidata a una lotteria, invadenti dispositivi contraccettivi vengono installati a ogni femmina in età fertile. Una ragazza, che conosceremo solo col nome di Sorella, sfugge ai confini di un matrimonio divenuto oppressivo per andare in cerca di un gruppo isolato di donne che vivono come “non-ufficiali” a Carhullan, una lontana fattoria del Nord, dove avrà modo di scoprire se nel suo animo si nasconde quello di una combattente ribelle. Provocatorio e disturbante, “Le figlie del Nord” porta il lettore a interrogarsi sulla natura femminile, e sul limite a cui le donne sanno spingersi per resistere ai loro oppressori. E su quali siano le circostanze che possono portare una persona comune a diventare un terrorista.

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LA FINE DEI GIORNI (La fine dei giorni, 2008) di Alessandro De Roma

Torniamo quindi in Italia con il particolare La fine dei giorni, in cui Alessandro De Roma immagina una Torino insieme prigione e giungla.

Raccolta di libri distopici La fine dei giorni romanzo distopico di Alessandro De Roma

A Torino, nel condominio dell’insegnante Giovanni Ceresa sparisce l’anziano signor Baratti. Nessuno pare interessarsi alla cosa. La portinaia signora Costanza continua normalmente la sua vita quotidiana; Winnie, l’affascinate e misterioso vicino d’appartamento di Giovanni, sostiene addirittura che nel palazzo non è mai esistito un signor Baratti. Tutti stanno perdendo la memoria? La lotta del professor Ceresa contro la malattia sta in un diario. Ma la malattia galoppa: altri anziani spariscono e il rischio è dimenticare l’esistenza del diario stesso. La città è allo stremo. Gli autobus inseguono i pedoni per investirli, i cibi crescono di prezzo ogni giorno, la benzina comincia a scarseggiare. Dilaga la guerriglia urbana. Giovanni Ceresa tenta di indagare nella sua vita per trovare il senso di quello che sta accadendo. Perderà via via la coscienza, ritrovandosi di fronte a un folle complotto e ad un altrettanto folle progetto rivoluzionario.

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IL CONDOMINIO DI VIA DELLA NOTTE (Il condominio di via della notte 2013) di Maria Attanasio

E finalmente la nostra rassegna ospita una scrittrice italiana, è il turno de Il condominio di via della notte, di Maria Attanasio.

A Nordìa, futuristica città che non esiste sulle mappe, “vigilanza” è la parola d’ordine per realizzare un sogno di perfezione collettiva fondato sulla disciplina, la sicurezza e un consenso sociale estremo e intollerante. Quel sogno entusiasma la maggioranza della popolazione e spaventa e indigna i pochi che scelgono di resistere o dileguarsi. Tra questi c’è una famiglia che si va frantumando. La moglie, Rita, sembra accorgersi che le utopie che avevano caratterizzato il suo passato sono diventate una pericolosa nostalgia, e assieme vede svanire l’amore per il marito. Questi, al contrario di lei, non accetta il quieto vivere narcotizzato promulgato dal governo e fugge dal paese, lasciando la donna e la piccola Assia dietro di sé. Con il trascorrere degli anni la situazione di Rita si rivela sempre più difficile, mentre la figlia coltiva un rancore intenso e ribelle. Un giorno Rita si scopre improvvisamente sola. Per troppo tempo ha guardato da un’altra parte, come sperando si trattasse di un brutto incubo, di un’allucinazione destinata a dissolversi. Ora si trova a lottare per mantenere un suo equilibrio e non soccombere ai rimorsi. La città inizia a inquietarla profondamente: ormai il razzismo è promosso come modernità, i cittadini vengono suddivisi per categorie, il controllo, referendum dopo referendum, diventa sempre più assoluto, tutto è videosorvegliato, non esiste un diritto di accesso e di movimento senza un pass, un codice, una parola d’ordine…

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IL CERCHIO (The Circle, 2013) di Dave Eggers

Ed ecco che anche i social network fanno la loro comparsa nelle trame dei libri distopici con Il cerchio, di Dave Eggers.

Raccolta di libri distopici Il Cerchio romanzo distopico di Dave Eggers

“Mio Dio, questo è un paradiso” pensa Mae Holland quando fa il suo ingresso al Cerchio, la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni web. Mae adora tutto del Cerchio: gli open space avveniristici, le palestre e le piscine distribuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte al lavoro, i tavoli da ping pong per scaricare la tensione, le feste organizzate, perfino l’acquario con rarissimi pesci tropicali. Pur di far parte della comunità di eletti del Cerchio, Mae accoglie la richiesta di rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta. Nessun problema per Mae, tanto la vita fuori dal Cerchio non è che un miraggio sfocato e privo di fascino. Almeno fino a quando un ex collega non la fa riflettere: il progetto di usare i social network per creare un mondo più sano e più sicuro è davvero privo di conseguenze? Se crolla la barriera tra pubblico e privato, non crolla forse anche la barriera che ci protegge dai totalitarismi?

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QUANDO ERAVAMO PREDE (Quando eravamo prede, 2014) di Carlo D’Amicis

Civiltà e natura si scontrano e si confondono l’uno nell’altro in Quando eravamo prede di Carlo D’Amicis.

Raccolta di libri distopici Quando eravamo prede romanzo distopico di Carlo D’Amicis

Prendete una distesa di boschi incontaminati che sembra il paradiso terrestre. Tracciate una linea sottile che la divida dal nostro mondo. Popolatela infine con una strana stirpe di cacciatori che si veste con le pelli delle prede e utilizza disinvolta i loro nomi: Alce, Agnello, Toro, Ghepardo, Leone, e poi Cagna, Farfalla, Zebra… Esseri umani bestiali o bestie umane? Di sicuro gli abitanti del Cerchio pretendono di vivere immersi nella natura: anzi, di essere essi stessi la natura. Ma che succede se, da un giorno all’altro, tutti gli animali del bosco scompaiono? Se i cacciatori si scoprono improvvisamente affamati, impotenti, malati? Se una scheggia impazzita di civiltà cade tra gli alberi della foresta e li porta a scoprire la religione, il linguaggio, la proprietà privata? Spinti tra le braccia di sentimenti più pericolosi dei loro fucili, come l’amore, la compassione e la paura, ecco che i cacciatori si trasformano in prede. Tra preistoria e fine della modernità, “Quando eravamo prede” sembra riassumere in una sola vicenda l’intera avventura umana e il nostro rapporto con la natura, come se “La fattoria degli animali” rivivesse ne “La strada di Cormac McCarthy”.

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SPLENDIDO VISTO DA QUI (Splendido visto da qui, 2014) di Walter Fontana

E’ la volta dell’originalissima critica sociale di Walter Fontana con il suo Splendido visto da qui tra echi di Montag e avventura pop.

Futuro prossimo. Un mondo diviso in Zone militarizzate. Queste Zone sono: anni ’60, anni ’70, anni ’80, anni ’90, anni Zero. Milioni di persone inebetite e felici vivono a ripetizione sempre nello stesso decennio, perfettamente ricostruito. Quei libri, quei film, quelle notizie, quella tv, quei prodotti, quel fantastico vecchio modo di vivere che si ripete in continuazione. Niente ansia del futuro e, per sicurezza, niente futuro del tutto. È vietato passare da una Zona all’altra. Chi ci prova fa una brutta fine. Il transito è riservato a militari e addetti ai servizi. Tra questi Leo, uno spazzino. Lo spazzino è un lavoro delicato, perché dai rifiuti si deduce come vive la gente. Una carta di chewingum sugarfree 2009 trovata a Settanta vuol dire contrabbando. Leo è un tranquillo servitore della dittatura, segnala anomalie, non vuole rischiare. Una notte però trova nella spazzatura qualcosa realmente fuori luogo: Maia, una bella ragazza nata a Settanta, in fuga dalla sua Zona. Tra bidoni e tesori, memorie di contrabbando, traditori e traditi, spazzini che fanno i poliziotti e poliziotti che fanno pulizia, i nostri eroi improvvisati si ritrovano in lotta contro la dittatura (illuminata ma molto fiocamente) e a caccia di una libertà che, forse, da qualche parte esiste. In equilibrio tra avventura e satira sociale, “Splendido visto da qui” è un romanzo che si ispira alla grande tradizione del genere fantastico.

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PANORAMA (Panorama, 2015) di Tommaso Pincio

Un altro italiano andando verso la chiusura di questa seconda parte della rassegna sui libri distopici: Panorama di Tommaso Pincio.

Raccolta di libri distopici Panorama romanzo distopico di Tommaso Pincio

Ottavio Tondi non ha mai incontrato Ligeia Tissot. Si sono scritti messaggi per quattro anni sul social network Panorama, l’ha vista in foto e ha passato un’infinità di ore a guardare il suo letto disfatto. Prima di quei messaggi, Ottavio Tondi non aveva mai scritto nulla, non una parola né un appunto. Il suo lavoro e la sua vita erano dedicati alla lettura. Ma non era un lettore qualunque. Era il lettore, colui che aveva determinato la pubblicazione del più grande best seller di tutti i tempi, e che da allora decideva delle fortune dei romanzi in libreria. Ma tutto questo succedeva prima, prima dell’incidente di ponte Sisto, prima che il mondo smettesse di leggere i libri, prima che Ligeia Tissot entrasse nella vita di Ottavio Tondi.

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UN ATTIMO PRIMA (Un attimo prima, 2017) di Fabio Deotto

E chiudiamo questa seconda parte della rassegna sui libri distopici con un altro romanzo italiano: un attimo prima di Fabio Deotto.

Raccolta di libri distopici Un attimo prima romanzo distopico di Fabio Deotto

Siamo a “cinque minuti da adesso”, in un mondo in difficile transizione. Le tecnologie oggi in fase di sperimentazione avanzata sono diventate di uso comune e la crisi che ha investito a ogni livello l’Occidente è giunta alle sue estreme conseguenze. In questo contesto, Edoardo Faschi, cinquantenne ex chimico ossessionato dalla morte del fratello Alessio, si sottopone a un trattamento psicologico sperimentale ispirato alla scatola specchio di Ramachandran – un dispositivo utilizzato nei primi anni Duemila per curare la sindrome dell’arto fantasma nei pazienti mutilati – che dovrebbe aiutarlo a elaborare la perdita. Per ottenere il risultato racconterà le vicende sue e della sua famiglia, concentrandosi in particolare sugli anni in cui Alessio ha intrapreso il percorso che lo avrebbe portato a diventare un leader del Movimento Occupy. In questo modo ripercorre la storia tormentata di questo inizio millennio, fornendone un’interpretazione a tratti terribile e a tratti ironica o sarcastica, ma soprattutto convincente. Intanto, sempre più a disagio in un tempo così diverso da quello in cui è cresciuto, affronta con stanchezza i problemi quotidiani e sentimentali, gli stessi che opprimono l’uomo da quando esiste. Finché la ricomparsa improvvisa di Sealth, il figlio di Alessio, del quale era stato tutore e di cui aveva perso le tracce, lo costringerà a compiere scelte drastiche. Il ragazzo è in pericolo e Edoardo non può permettere che il destino si ripeta.

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ROMANZI DISTOPICI 3 • DISTOPIE POST-APOCALITTICHE

 
 

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